
Regressione dai 7 ai 9 mesi… chi prima , chi dopo… Perché accade e come affrontarla?
Le regressioni sono disturbi del sonno che sembrano apparire improvvisamente. Il tuo bambino di 7 mesi che prima dormiva bene ora d’un tratto comincia ad avere un sonno disturbato. Punto.
Questi disturbi arrivano sempre ad una specifica età perché sono collegati ad importanti momenti di sviluppo cognitivo. Il pediatra Dr. Berry Brazelton spiega come un picco nello sviluppo cerebrale collegato al raggiungimento di un importante traguardo (ad esempio imparare a girarsi) coincide spesso con un rallentamento in un altro settore (ad esempio il sonno).
Quindi la causa di queste regressioni del sonno è il raggiungimento di altri traguardi che possono essere girarsi, alzarsi in piedi o cominciare a parlare. Per il cervello e per il corpo del tuo bimbo è difficile “spegnersi” quando è ora di dormire, e quindi ecco dove nascono i numerosi risvegli o le difficoltà ad addormentarsi.
Dai 7 ai 9 mesi di vita, il tuo bimbo diventa ” grande ” e si appresta a raggiungere alcune delle tappe motorie più entusiasmanti del primo anno di vita: lo strisciamento, il gattonamento e l’alzarsi in piedi.
Il periodo che va dai 7 ai 9 mesi è cruciale per lo sviluppo psicomotorio del tuo bimbo. Infatti, i primi movimenti permettono a tuo figlio di:
Sperimentare la profondità dello spazio;
Integrare movimenti combinati che lo aiutano a sviluppare delle curve vertebrali più mature
Migliorare la relazione con l’adulto;
Evolvere le competenze del linguaggio.
Insomma, il tuo bambino sta diventando davvero grande e si sta avvicinando a diventare un piccolo eroe che cammina.
In questo post spiego quali sono le principali tappe di sviluppo psicomotorio del tuo bambino da 6 a 9 mesi di vita.
Nello sviluppo motorio di un neonato dai 7 ai 9 mesi di vita:
Inizia a muoversi (strisciare e/o gattonare);
Apprende autonomamente la posizione seduta (autonomamente, non anticipare i tempi!);
Passa da seduto a carponi e viceversa;
Inizia a volere aggrapparsi e alzarsi;
La manipolazione fine del bambino migliora tramite la manipolazione degli oggetti e le varie esperienze sensoriali.
Ecco cosa osservare nello sviluppo cognitivo di un neonato dai 7 ai 9 mesi:
Si diverte con il gioco del cucù che lavora sul concetto di permanenza dell’oggetto;
Potrebbe cercare le cose che nascondi (es. gioco sotto una coperta);
Fa cadere e lancia giochi per terra per testarne il movimento (e la forza di gravità);
Muove le cose da una mano all’altro, concentrandosi e studiandole;
Esplora gli oggetti in modi differenti, dalla vista, al tatto, al gusto.
Nello sviluppo del linguaggio e della comunicazione di un neonato dai 7 ai 9 mesi:
Capisce il senso dei ‘’no’’;
Migliora la sua esperienza e inizia a lallare ‘’mamamama’’ o ‘lalalala’’ ecc;
Prova a copiare i gesti e i suoni delle persone con cui interagisce;
Potrebbe iniziare a indicare con il dito le cose che desidera (pointing).
Nello sviluppo sociale ed emotivo di un neonato dai 7 ai 9 mesi:
Potrebbe avere diffidenza e paura degli estranei dimostrandosi timido o ansioso;
Potrebbe essere un po’ più attaccato ai genitori e piangere quando se ne vanno
Imita azione durante il gioco con altre persone;
Potrebbe avere i suoi giochi favoriti;
È capace di prendere il cibo con le mani e mangiare.
Il bambino inizierà a mettere i primi dentini intorno ai 6-7 mesi, ma considera che incide molto il fattore della famigliarità: se la mamma e il papà da piccoli avranno ritardato oppure anticipato la dentizione, è molto probabile che questo accada anche per i figli, dunque è importante non allarmarsi.
Come è normale che sia, durante la dentizione il bambino avrà quindi la tendenza a sbavare più del solito e a masticare i suoi giocattoli, per alleviare il prurito e le gengive irritate. Inoltre, potrà essere molto nervoso, irritabile e piangere con facilità, farà anche fatica ad addormentarsi.
L’ansia da separazione è una fase normale dello sviluppo, durante la quale i bambini sviluppano ansia quando sono separati dai genitori o da chi si occupa principalmente di loro. Generalmente si manifesta inizialmente quando i bambini hanno circa 8 mesi e si intensifica tra i 10 e i 18 mesi. Quando sono separati dai genitori o da chi si occupa di loro, in particolare lontano da casa, si sentono minacciati e non sicuri. Guardano ai genitori e a chi si occupa di loro per cercare sicurezza e rassicurazione. I bambini a questa età piangono quando i genitori o chi si occupa di loro lasciano la stanza senza “viziarli”. Anzi, il pianto indica che i bambini hanno sviluppato un senso di attaccamento verso i genitori o chi si prende cura di loro. In questa situazione il pianto è una reazione positiva.
I genitori o chi si prende cura dei bambini possono provare a giocare a cucù con i bambini di questa età per rassicurarli sul fatto che il non vederli non voglia dire abbandono.
L’ansia da separazione continua approssimativamente fino ai 24 mesi. A questa età i bambini hanno appreso la permanenza dell’oggetto e hanno sviluppato fiducia. Per permanenza dell’oggetto si intende la conoscenza che qualcosa (ad esempio i genitori) continua a esistere anche quando non si vede o si sente. L’ansia da separazione si risolve perché i bambini hanno appreso che i genitori o chi si prende cura di loro continuano a esistere, anche se non riescono a vederli. I bambini hanno imparato a confidare che i propri genitori o chi si prende cura di loro torneranno.
Il parto avviene al nono mese di gravidanza solo per motivi fisici, perché il bambino non riuscirebbe più a passare dal canale del parto, ma studi scientifici parlano di altrettanti nove mesi necessari al bambino per raggiungere autonomie e apprendimenti che lo rendono man mano più indipendente dalla mamma soprattutto. Questo periodo viene definito esogestazione.
Così intorno al nono mese di vita capita spesso che i bimbi attraversino una fase in cui vivono le prime crisi di abbandono: iniziano a percepire la mamma come altro da sé, diventano inconsolabili nel non trovarla nel loro raggio visivo o uditivo. Scatta spesso a questa età, anche nei bambini che non lo mostravano prima, la paura dell’estraneo.
Cosa fare?
Cercare di stare il più vicini possibile al bambino, tante coccole e molta pazienza
Riassicurarlo verbalmente: “Mamma e papa sono qua amore, anche se non ci vedi ”
Giocare dal bubù-settete al nascondino, quindi “nascondersi e riapparire” rinforza il legame con le figure di riferimento perché è un ottimo gioco educativo per far capire al bambino che anche se non vi vede per un po’ poi voi tornate sempre.
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Incentivate a giocare sempre sul tappetone piuttosto che nel passeggino in modo a sviluppare le nuove capacità acquisite
Tenere sempre la stessa routine e non aggiungere cambiamenti nella loro vita.
Ogni bambino ha i suoi tempi … non affrettateli !!!
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Forza! Tenete duro è una fase e passa. ![]()
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